(Jihad)

Portate pazienza.

L’unica mia giustificazione, è che in media mi innamoro una volta ogni dieci anni, quindi non è che passo la vita a lagnarmi.
L’unica vostra sfiga, è che mi avete beccato giusto in questo momento. Voi tranquilli e sopportate, che al momento giusto tornerò a raccontare cazzate divertenti e sogni con lune parlanti, puttane volanti in fiamme e ragni domestici giganti abbandonati sul ciglio di un’autostrada d’estate.

(Che strano poi, dire così. Come se ci fosse effettivamente qualcuno che mi segue e addirittura aspetta cosa scrivo. Ogni cosa che creo nasce con me e morirebbe con me, se non fosse per qualche ficcanaso che dà una sbirciata veloce e mi dice “oh figo, pompala su che merita”. Io li ringrazio sti ficcanaso, se non fosse per loro queste parole disordinate resterebbero in un qualche bloc notes di qualche agriturismo, che poi dimenticherei su un davanzale dopo un tramonto, pronto a marcire sotto la prima pioggia. Grazie, ficcanaso.)

Dicevamo, l’amore.

Io non è che sia sto gran esperto, sicuramente non abbastanza da intrattenere generazioni di ragazzini rincoglioniti con le mie fregnacce. Però insomma, qualche esperienza l’ho avuta, e qualcosa ho imparato, sui sentimenti.

Ho imparato che sono pericolosi.

L’amore è un po’ come la guerra: può sembrare affascinante in un videogioco o in un libro di fabio volo, ma quando lo provi sulla tua pelle è tutta un’altra storia.
Magari sì, all’inizio c’è questa sensazione di euforia e soddisfazione, mentre scarichi un caricatore nell’esofago di un nazista, o mentre a letto fissi negli occhi la tua donna venire e ricongiungersi alle Stelle, per poi guardare le ombre ballare sul suo viso dormiente e sereno.

E’ bello. Ti fa sentire vivo.

Ma presto o tardi, succede sempre qualcosa. Il tuo cuore si crepa. Che sia per un 7.62 vagante, o per un rifiuto ben mirato, il tuo cuore si c-r-e-p-a.

Anche questo ti fa sentire vivo. Ma NON E’ bello.

E’ per questo motivo che non vado mai in cerca dal principio di relazioni fisse. E’ per questo motivo che, quando mi imbarco per caso in una relazione che immagino possa crescere a livello di sensazioni, mi infilo in un cazzo di completo di prada. In kevlar.

La regola base è sempre quella: NON dare importanza a certi tipi di sentimenti. Questo non vuol dire assolutamente mancare di rispetto all’altra persona, o sminuire il rapporto, anzi. Certo, a volte può capitare di non riuscire ad essere sulla stessa lunghezza d’onda dell’altro, ma ho visto errori ben peggiori in un rapporto.

Questa tecnica poi, oltre a difendere la tua sensibilità (e la mia sensibilità è tipo un neonato cianotico in mezzo al mardi gras di New Orleans) ha anche il vantaggio di mettere in chiaro certe cose con l’altra persona. Ti fa capire quanto profondo è il loro sentimento. Se ti abbandonano alla prima difficoltà, ai primi paletti…beh forse vuol dire che non avete davvero ragione di stare insieme. O no? Il fatto delle tipe che mollano alla prima stronzata succede spesso, lo sapete. Mi son sempre evitato molte rogne così.

Quasi sempre.

Stavolta no. I dettagli non sono importanti. Ormai sono qui.

Ora, mi trovo fottutamente e completamente perso nel medio oriente delle emozioni.

Da un fronte lui, l’innominabile SENTIMENTO.
Cieco, totale, bellissimo, fragile e imponente allo stesso tempo.
Ama con una ferocia spaventosa, e non vuole sentire ragioni. Se ti avvicini anche solo per chiedere che ora è, ti prende a cazzotti nello stomaco. Tipetto vivace, l’amore. Vivace quanto stronzo.
Un bell’avversario.

Dall’altro invece, lei. La maestosa INTELLIGENZA.
Cinica, scaltra, esperta. Analizza tutto, e non si fa sfuggire nulla. Prevede ogni mossa dell’avversario, è bravissima a schivare i colpi del nemico, ma quando viene centrata fa un sacco di fatica a rialzarsi. A differenza del Sentimento, lei ci tiene a te, e farebbe di tutto pur di non farti star male.
Compreso barare, odiare, dimenticare, se non c’è altra soluzione.
Anche con lei, non c’è tanto da scherzare.

Queste due potenze, umane e cosmiche allo stesso tempo, si scontrano in me ogni secondo della giornata, in una sanguinosa jihad dell’anima che non lascia spazio a nient’altro.

Nessuno vince, mai. Nessuno vince perchè io intervengo. Non posso permetterlo. Non posso, e non voglio, rinunciare a nessuna delle due cose, così come non voglio che una domini sull’altra.
Il mio ruolo in tutto questo, olte a quello di campo di battaglia martoriato, è quello di mediatore politico e forza armata di pace.
Sono la NATO delle mie stesse emozioni.
Il punto è che sto finendo i fondi e l’appoggio internazionale. Questa lotta mi consuma, mi strazia, mi lascia spossato e infermo, con appena le forze di addormentarmi e sognare, sognare la stessa guerra che continua in chiave onirica.

Vorrei tanto che si trovasse un accordo. Vorrei tanto che il Sentimento e l’Intelligenza arrivassero a comprendersi davvero, per poi convivere pacificamente nella nazione della mia anima. Ci sono abbastanza risorse naturali per tutti e due, in fondo. Lo stesso cielo scalderebbe allo stesso modo i loro figli. Potrebbero crescere insieme, completi, semidei innocenti e consapevoli.

Non so come finirà. Non ne vedo la fine. Tutto è Guerra.

Appendete una stronza bandiera al balcone, fumatevi qualche canna pensando a me, e domani dimenticatevi della mia esistenza.

Kiree

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2 thoughts on “(Jihad)

  1. La miglior cosa scritta da te. Sul Serio, un altro livello.
    Se fossimo in un gioco di ruolo ora dovresti distribuire i punti attributi guadagnati.

  2. Come fai a dire che non sai niente dell’amore, mi sa che, purtroppo, hai capito esattamente com’è. Come si dice ….”se la conosci la eviti”… però non puoi farlo, ti è impossibile farlo, perchè fa parte della vita stessa.
    E per chi ti conosce, bene, risulta assolutamente impossibile domani, e sempre, dimenticare la tua esistenza perchè tu sei proprio come lei: sentimento ed intelligenza.

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